I Beastie Boys e il suono immortale della rivoluzione del crossover

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I Beastie Boys sono forse quello che di più potente potesse accadere nel mondo del rap nonché uno dei tuoni più potenti in grado di uscire dal vostro stereo. Per comprendere la costante attualità della musica dei Beastie Boys basta prendere in considerazione il nono episodio della prima stagione di Futurama (altra serie di Matt Groening, già creatore de I Simpsons e della più recente Disincanto) intitolato Un viaggio infernale. L’episodio vede i protagonisti della serie Bender, Leela e Fry partecipare ad un concerto dei Beastie Boys, presentati come gli esponenti dell’ old old old old school (siamo nell’anno Tremila). Fry, proveniente dal Ventunesimo secolo, si scatena come se fosse il 1999. I Beastie Boys si esibiscono presentando i cavalli di battaglia del loro repertorio, facendo ballare tutti e lasciando abbastanza esterrefatti tutti coloro che non hanno mai ascoltato il gruppo. Questo perché non importa in che anno o in che galassia tu metta su un brano dei Beastie Boys, il casino è assicurato e le tue casse andranno a fuoco in ogni caso.

Prima di andare avanti però ci vuole un pò di cazzo di storia di un gruppo che, la storia della musica, l’ha letteralmente scolpita a suon di hit. Tutto ebbe origine con i The Young Aborigenes, gruppo nato nel 1979 che si muoveva nella scena hardcore punk newyorkese e che che vedeva in formazione Michael Diamond alla voce. Nel 1981 Diamond conobbe Adam Yauch, un ragazzo che frequentava il suo stesso college, suonava il basso e voleva formare una band. I due divennero buoni amici e Yauch entrò nel gruppo, che aveva deciso di cambiare nome in Beastie Boys. La band stava ottenendo un buon successo e nel 1982 registrarono il loro primo album intitolato Pollywog Stew. Nel frattempo il chitarrista John Berry si chiamò fuori dal progetto, dichiarando di non sentire di farne più parte, venendo sostituito da Adam Horovitz. L’anno successivo per i Beastie Boys fu fondamentale: sempre più attratti dalle sonorità dei Run DMC, in grado di fondere sonorità rap con quelle rock (famosa la loro collaborazione con gli Aerosmith alla versione di Walk This Way, che diede origine al cosiddetto Rap Rock) furono ispirati a sperimentare quelle nuove sonorità, stravolgendo del tutto quelle con le quali avevano avuto a che fare fino a prima.

I Beastie Boys al completo. Da sinistra: Adam Horovitz (AD-Rock), Michael Diamond (MikeD) e Adam Yauch (MCA)

Per riuscire a “traghettare” i Beastie Boys dalle loro sonorità punk a quelle rap c’è bisogno di una persona abbastanza pazza e di talento in grado di rendere qualcosa di epico e non un bel soufflé ammuffito ripieno di merda. La persona giusta per questo non facile compito era Rick Rubin, eclettico produttore discografico di successo nonché proprietario dell’etichetta discografica Def Jam. Il gruppo adottò anche dei soprannomi: Adam Horovitz diventò AD-Rock, Michael Diamond divenne Mike D e Adam Yauch divenne MCA. In breve tempo ebbero anche modo di aprire i concerti di grandi star del calibro di Madonna (che li volle per aprire le sue date del Virgin Tour) e dei loro idoli Run DMC.

Anni prima dell’avvento di Eminem i Beastie Boys sono stati i primi artisti bianchi ad avere successo nel mondo del rap. Nel corso della loro pluri trentennale carriera i Beasties hanno creato uno stile unico che, album dopo album e brano dopo brano sono riusciti a scrivere una pagina fondamentale ed indelebile che li ha eletti come tra i precursori e i massimi esponenti del crossover, corrente che prende in prestito elementi di diversi generi musicali per creare qualcosa in grado di andare oltre i canoni convenzionali della musica e dei suoi stili. Altro elemento distintivo dei Beastie Boys è lo stile con il quale giravano alcuni dei loro video: sulla telecamera veniva piazzato un fish eye (particolare obiettivo che ha lo scopo di garantire un campo di ripresa non minore di cento ottanta gradi), tecnica presa in prestito dai video di skateboard degli anni Ottanta Novanta e i Beastie Boys si muovevano nello scenario rappando sempre guardando dritti in camera. Sicuramente i Beastie Boys sono stati alcuni degli artisti più importanti ed influenti della storia della musica, capaci di ispirare generazione future di artisti del calibro di Red Hot Chili Peppers, Eminem, Cypress Hill, Gorillaz, De La Soul e moltissimi altri. La morte di Adam MCA Yauch, avvenuta a quarantasette anni nel 2012 in seguito ad un cancro contro il quale combatteva da anni, ha decretato la fine del gruppo. Sia Mike D che AD- Rock hanno dichiarato che non sarebbero stati in grado di creare altra musica con il nome dei Beastie Boys, anche per rispetto a Yauch. La loro storia, oltre a rivivere in brani leggendari quali Body Movin’, Sabotage, Intergalactic, Hey Ladies, No Sleep ‘Till Brooklyn, So What’cha Want e tantissimi altri, rivive anche nel docufilm Beastie Boys Story, prodotto da Apple e diretto da Spike Jonze (famoso per essere la mente dietro Jackass e regista di video musicali e film di successo come Essere John Malkovich e Her). Un modo interessante per venire a contatto con uno dei gruppi più interessanti, importanti e iconici di sempre.

Hank Cignatta

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Giornalista pubblicista, fondatore e direttore responsabile di Bad Literature Inc.

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