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E' vero. E' giornalismo. E' Gonzo, bellezza.

From ScaryLand with love, ovvero come imparai ad amare la grande famiglia del ToHorror Film Fest

Resto immobile, seduto su una sedia bianca di metallo con la schiena appoggiata al muro. Sfilo dalla tasca un sigaro, lauta ricompensa per la mia anima viziosa (e viziata) di vate del caos. Mentre la fiamma del mio Zippo accende il tabacco, sprigionando tutto l’aroma di cui è capace l’ammezzato che spunta dalle mie grosse e grezze dita, guardo la morte del giorno lasciare il passo all’incedere elegante di una notte ancora tutta da vivere.

Sbuffo via una nuvola di fumo quando mi ritrovo ad osservare la gente che passa per le vie di Nevrotic Town (aka Torino). Il campionario umano è assai variegato: coppie innamorate, turisti affascinati, individui che sbraitano contro qualcuno o qualcosa seguendo il loro personalissimo filo logico. 

La vita scorre lenta ma ordinatamente scandita qui a Nevrotic Town: tutto ha un suo rituale ben preciso che non deve venir mai meno, pena la perdita di quella magia tipica che si può avvertire e vivere solo in questa piccola Terra dei Lotofagi.

La gente accorre al BlahBlah, il locale aggregatore generazionale di cultura declinata in tutte le sue possibili forme. Qui vengono proiettati i corti in concorso e hanno luogo gli incontri letterari del ToHorror Film Fest 2018. Giunto quest’anno alla maturità anagrafica (nonché artistica) con la sua diciottesima edizione, il ToHorror Film Fest è il festival internazionale di cinema e cultura del fantastico diventato negli anni un appuntamento fisso ed imperdibile per tutti gli appassionati del genere.

Butto il mozzicone del sigaro e mi posiziono al banco di regia dove ho il controllo, nonché la grande responsabilità, di gestire la proiezione dei corti in concorso, il volume dell’audio e le luci sul palco dove si avvicendano gli ospiti degli incontri letterari. 

Istruito da Makno, paziente e preciso padrone di casa, apprendo velocemente l’uso di quel mixer colorato e pieno di lucine che sembra uscito da una puntata di Star Trek.

Assisto ai corti in concorso e all’entusiasmo del pubblico che affolla la sala, desideroso di essere travolto dalle emozioni che queste opere sono in grado di donare. E’ bello poter constatare come la cultura non sia materia destinati a pochi individui, visti come alieni all’interno di una società che vuole tutti i suoi facenti parte perfettamente omologati l’uno all’altro. 

In men che non si dica vengo completamente assorbito dai giorni di programmazione del ToHorror, dal suo programma, dal suo staff e dai suoi protagonisti.

Il tempo vola quando si sta bene, anche troppo velocemente. Ritorno quindi alla mia sconclusionata vita di tutti i giorni con la consapevolezza di aver visto luoghi e conosciuto piacevoli persone che mai avrei pensato di incontrare in questa piccola, grande città realmente magica. Titoli di coda. Sipario. Arrivederci alla prossima edizione.

Hank Cignatta

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