Bad Literature Inc.

E' Vero. E' giornalismo. E' Gonzo, bellezza.

Franco Lechner, in arte Bombolo

Gli anni Settanta e Ottanta sono stati l’età dell’oro della commedia all’italiana, contraddistinta da grandissimi mattatori che sono entrati ormai nell’immaginario collettivo nostrano. Tra questi figura anche Franco Lechner, in arte Bombolo, che con la sua comicità spontanea rappresenta uno dei personaggi più amati e riconoscibili di questo filone cinematografico.

Bombolo, al secolo Franco Lechner, divenne attore per caso grazie alla sua straordinaria e naturale verve comica

Nato a Roma nel rione Ponte, lavorò fin in tenera età come ambulante vendendo stoviglie, tovaglie ed ombrelli ai passanti. Entrò nel mondo del cinema e dello spettacolo per caso: il regista Pier Francesco Pingitore della compagnia teatrale del Bagaglino lo notò nella trattoria da Picchiottino, dove si esibiva solo per amici ed avventori del locale. Pingitore rimase ammaliato dalla comicità spontanea in grado di scaturire una sincera risata senza troppi sofismi di sorta di quel personaggio. Il regista decise quindi di dargli un’opportunità che ben presto gli diede fama e quella giusta dose di ricchezza che gli permise di abbandonare quello stato di povertà nel quale era cresciuto.

Nacque quindi il personaggio di Bombolo, soprannome con il quale era da sempre chiamato dagli amici del quartiere nonché ispirato alla canzone omonima del 1932 composta dai musicisti e parolieri Marf e Vittorio Mascheroni. La sua comicità era caratterizzata da una mimica molto espressiva, dall’utilizzo dell’onomatopea ( il celebre verso tsè tsè! divenne un suo tratto distintivo) e dal linguaggio diretto e vernacolare. Era amico d’infanzia di Pippo Franco, che affiancò in diversi film e spettacoli della compagnia del Bagaglino e divenne uno dei caratteristi più bravi e famosi del cinema italiano facendo da spalla anche ad Enzo Cannavale e Tomas Milian.

Proprio accanto a Milian creò una delle coppie più celebri della commedia all’italiana, dando vita al personaggio di Venticello ( al secolo Franco Bertarelli), amico d’infanzia dell’ex ladro e poi ispettore Nico Giraldi nei vari film ideati dal regista Bruno Corbucci e dallo sceneggiatore Mario Amendola, che permisero al genere poliziesco di fondersi con la comicità. Il ruolo di Bombolo in queste pellicole era per lo più quello del comprimario dell’attore protagonista ma riusciva comunque a dare quel tocco di comicità unico che valeva da solo il prezzo del biglietto e la visione del film.

Bombolo in una celebre scena del film Assassinio sul Tevere (1979)

Bombolo ha saputo portare il filone della comicità fisica (o Slapstick Comedy, come dicono quelli bravi) ad un livello successivo. Viene ricordato, a ragione, come er core de Roma, personaggio in grado di dare vita ad una comicità che oggigiorno pare essersi incagliata in situazioni che, in fin dei conti, di comico non hanno nulla. Per carità, la comicità è una cosa molto soggettiva. Ma senza ombra di dubbio rivedendo oggi i film di Bombolo (che all’epoca venivano aspramente criticati da quei detrattori che pubblicamente li denigravano ma che segretamente gustavano, come da italica tradizione) viene la nostalgia per un modo di saper ridere diverso, in cui vi era una società ancora in grado di non prendersi così dannatamente sul serio e che sapeva apprezzare il valore di una risata de core.

Hank Cignatta

Lascia un commento

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: