E se scattasse una nuova quarantena?

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E se scattasse una nuova quarantena? (non dirò mai lockdown, non ci sperate) Giorno dopo giorno il bollettino di guerra che ci accompagna da circa sette mesi ci sta facendo lentamente venire la strizza salendo in quel suo modo bastardo che prima va un po’ alla volta, poi aumenta di botto, poi cala ma continua a essere alto e poi ti sbaraglia tutte le aspettative crescendo di 1000 unità in un colpo solo e ti manda pure affanculo ridendoti in faccia.

I diagrammi e gli schemini della crisi. Se c’è un’immagine che ha caratterizzato il 2020 è senza dubio questa (ph. fonte ilmeteo.it)

Comunque voi la pensiate in merito alla faccenda, la situazione nel caso coinvolgerà anche voi. Io ci penso talvolta. Per curiosità, lo ammetto. Come lo prenderemmo un secondo chiuderci in casa? Avremo le spalle più forti, questo sì, perché ormai siamo già stati svezzati alla cosa e pure di recente. Pane e ricette le abbiamo imparate a fare (in questi giorni mi ha fatto morire dal ridere un meme con l’immagine del lievito e la scritta sotto “sto tornando, merde!”), Zoom è già installato nei nostri pc pronto a rompere le palle con una serie di gradevolissime connessioni lente, i talenti artistici incompresi avranno già un sacco di belle idee da sciorinare in gustosi video da infornare nei social.

Sì, lo confesso: adoro i meme

Ma a parte questo come la prenderemo, stavolta? Come andranno a finire i tentativi di chi stava provando a ripartire? Perché il punto è questo. Negli ultimi mesi siamo stati ingozzati di notizie che ci siamo divertiti un mondo a declinare tra scienza e politica, e quanto ce la siamo spassata – mio Dio, le matte risate! – allo spuntare di questo o quell’altro simpatico imbecille di turno che grazie alla sua laurea in Ingegneria Astronucleare delle Barbabietole la sapeva lunga e ci illuminava con le sue verità da smartphone.

I TG 40ena di Maccio Capatonda, una delle pochissime cose buone prodotte in quel periodo

Però in mezzo a questo divertentissimo spettacolo di risate nervose per scacciare l’ansia ci siamo dimenticati, al solito, di una cosa. Dei poveri Cristi, di quelli che si fanno i cazzi propri e pensano solo ad andare avanti, al di là di qualsiasi scientifica discussione si ami imbastire nelle tavolate virtuali. Quelli che si sono fatti il mazzo durante la pandemia perché magari erano gli addetti alle consegne, o quelli che sono stati in casa perché avevano già uno schifo di lavoro precario con il quale provavano a sostentarsi e adesso hanno perso pure quello. Quelli che devono ripartire, come dicevo prima. I tizi che avevano da portare la pagnotta a casa e questo problema ce l’hanno ancora.

I gran cazzi della quarantena (ph. fonte freepik.com)

Ecco, a me sinceramente viene da pensare a loro durante una possibile seconda quarantena. Al fatto che magari si devono sorbire un altro po’ di giorni (20? 30? 40? 50? 1000?) di allegri bastardi che dimenano il culo sul balcone o che si improvvisano brillanti interpreti socioculturali. Ivi compresi i veri brillanti interpreti socioculturali, quelli che veramente hanno le qualifiche per dire la loro, ma che alla fin fine pure loro hanno rotto un po’ le balle perché sì, la situazione è questa, c’è una cazzo di malattia che intasa gli ospedali e crea rogne, e non siamo ancora in grado di farci qualcosa perché una roba del genere non è che la combatti da un giorno all’altro. Lo abbiamo capito, grazie, il vostro aiuto nel capirlo è stato fondamentale, adesso potete pure andare.

Da sinistra, il virologo Francesco Broccolo, l’infettivologo Massimo Galli e il virologo Matteo Bassetti (ph. fonte genova24.it)

Insomma, guardandomi nello specchio di queste righe che ho appena scritto, direi che io personalmente sarei ovviamente pronto a una nuova quarantena, ma credo che la cosa mi faccia genuinamente rabbia perché il fatto è che io sono una di quelle persone che non sopporta fare due volte lo stesso errore.

Voi come la pensate?

Danilo D’Acunto

® Riproduzione riservata

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Archeologo e scrittore di cose. A rude dude, but also the real deal.

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