Da TikTok con furore: la storia dei necrofori ballerini del Ghana, diventati il nuovo fenomeno di Internet

0

Il periodo di quarantena forzata dettata dalla pandemia mondiale di Coronavirus sta permettendo a tutti noi di fare un pò più nostro il concetto di spirito di adattamento. La nostra quotidianità si sta quindi adattando a questa situazione di emergenza, lanciando ufficialmente il nostro vetusto Paese a tutti gli effetti in una nuova era digitale. Le relazioni interpersonali si sono spostate dalla vita di tutti i giorni all’essere costretti di proiettare la propria immagine su uno schermo per mezzo di programmi di messaggistica istantanea quali Skype, WhatsApp, Facetime e compagnia (video)chiamante. E proprio per cercare di abbattere i muri della noia l’uso dei social network in questo periodo si fa più intensivo che mai. La ciclica follia social fa si che di volta in volta ci siano dei tormentoni con i quali gli utenti sono soliti descrivere una determinata cosa, facendo diventare la cosa virale (e mai come in questo periodo vale questo termine). Gli utenti utilizzano a tale scopo dei meme che entrano di diritto nella cultura di massa.

Tipico esempio di meme di Internet

Un meme, stando alla definizione puramente enciclopedica, “è un’idea, sile o azione che si propaga all’interno della cultura di massa, spesso per imitazione, diventando improvvisamente famosa”. In maniera più dettagliata il termine meme è stato associato per la prima volta alla cultura di Internet nel 1993, quando l’avvocato statunitense Mike Godwin (legale di Wikimedia Foundation ed ideatore della legge di Godwin) ne ha scritto per la prima volta su un articolo pubblicato su Wired. Sono a tutti gli effetti una forma di evoluzione delle cosiddette catene di Sant’Antonio, messaggi inviati e condivisi all’infinito. All’inizio ci fu il Rickrollin, poi l’Harlem Shake passando per i Chuck Norris Facts e la più recente Ice Bucket Challange.

Esempio di Rickrollin

Nelle ultime settimane la nuova frontiera del memeing è inerente a video dove persone che non hanno assolutamente a cuore la propria incolumità personale finiscono in situazioni dove si fanno molto male. Poco dopo segue un video che ritrae alcune persone afroamericane che danzano portano una bara sulle spalle nel corso di una cerimonia funebre. A fare da colonna sonora vi è il brano EDM Astronomia 2k19 di Tony Igy. Il fenomeno di questi videi è cresciuto con l’aggravarsi della pandemia mondiale di Coronavirus, che sono stati condivisi dapprima sul social cinese TikTok per poi approdare con grande successo anche su Facebook, Instagram e su Whatsapp. L’elevata condivisione di questo tipo di video ( dire viralità sarebbe cosa troppo ovvia, piccolo esempio di come il Covid-19 sta radicalmente cambiando le nostre abitudini) lo sta portando ad essere al momento il miglior meme del 2020, anno in cui c’è davvero un disperato bisogno di allegria e di spensieratezza.

Fotogramma tratto dal video originale, utilizzato nei diversi video che hanno dato origine al meme

I necrofori danzatori sono comparsi in rete per la prima volta nel 2015, quando la Youtuber Travelin Sister ha postato sul suo canale il video di una cerimonia funebre della regione africana del Ghana che ritrae questo gruppo di necrofori ballerini intenti a trasportare una bara cercando di rendere il contesto un pò più gioioso. La cosa può sicuramente far storcere il naso a noi occidentali, figli di quella pietas romana che prevede un rispetto totale durante le cerimonie funebri, ma è una cosa del tutto normale in Ghana come in alcune altre regioni dell’Africa. Questi necrofori hanno inventato un modo per cercare di far arrivare nel nuovo millennio una tradizione culturale che prevede che i famigliari e gli amici del defunto lo accompagnino nel suo percorso verso l’aldilà nella maniera più gioiosa e festosa possibile.

Questo curioso rituale ha portato anche la BBC News Africa a dedicare un servizio al riguardo, testimoniando come il rito funebre ghanese sia completamente diverso rispetto a quello comunemente conosciuto. Che questo sia giusto o sbagliato non spetta a noi dirlo, in quanto entra in gioco un fattore culturale che differisce da popolo a popolo. Ciò che è sicuro è che adesso tutti conoscono questo simpatico quanto folle gruppo di necrofori e che, in fin dei conti, è meglio poter vedere solamente nei video.

Hank Cignatta

® Riproduzione riservata

Share.

About Author

Giornalista pubblicista, fondatore e direttore responsabile di Bad Literature Inc.

Leave A Reply

Shares