Cosa sta succedendo in Birmania

In Birmania (o Myanmar) sta succedendo qualcosa.

(Dove cazzo è la Birmania?)

La Birmania si trova nel Sud-Est asiatico, più o meno in mezzo tra la Cina (sopra), l’India (a sinistra) e il Laos (a destra). Sotto c’è il mare. L’oceano indiano per la precisione.

(ph. fonte meteoweb.eu)

Tre mesi fa, a novembre, sono state indette delle elezioni vinte dalla Lega Nazionale per la Democrazia. La candidata nonché segretaria del partito è Aung San Suu Kyi.

(Chi è Aung San Suu Kyi?)

Per anni qui in Occidente è stata percepita come simbolo di libertà. Oggi la sua posizione è un po’ più controversa, accusata di repressione verso minoranze etniche, ma questa è un’altra storia.

La sua carriera politica nasce nel 1990 circa, suppergiù quando qui in Italia impazzivamo per i tamagotchi. Influenzata dal pensiero politico di Ghandi e dei concetti buddhisti, San Suu Kyi si opponeva al regime militare che governava allora in Birmania.

Aung San Suu Kyi (ph. fonte wikipedia)

Proprio nel 1990 la Lega Nazionale per la Democrazia vinse le elezioni ma il governo si rifiutò di cedere il posto. E siccome di solito un governo militare non si limita a dire semplicemente “no, mi spiace, ma c’ero prima io, riprova ché sarai più fortunata”, San Suu Kyi venne arrestata. Poi liberata. Poi arrestata di nuovo. Poi liberata di nuovo. Poi ancora arrestata. Poi di nuovo liberata.

Sembra una barzelletta, ma è quello che di solito fa un regime militare. Quando non uccide persone, fa solo ridere. Ma è una risata amarissima.

(ph. fonte cdt.ch)

L’entra ed esci dagli arresti termina dopo vent’anni circa, nel 2010. In quest’arco di tempo San Suu Kyi riceve il premio Nobel per la pace, scampa a un attentato e vede morire il marito. O meglio, non lo vede, perché è agli arresti domiciliari e le si proibisce di andare a fargli visita.

Dal 2010, quando ormai il caso della Birmania era sotto gli occhi di tutto il mondo e riceveva biasimo da tutte le grandi potenze, il regime militare cede, e la Lega Nazionale per la Democrazia va finalmente al potere.

Va tutto abbastanza bene fino a quando non si fanno appunto nuove elezioni nel novembre del 2020. Vedono ancora la vittoria della Lega ma partono subito forti contestazioni da parte dell’esercito birmano che non riconosce il risultato.

La storia, per ora, si conclude con l’arresto di Aung San Suu Kyi e con l’annuncio di quello che sembra essere un colpo di Stato. Da ieri le comunicazioni con il Paese appaiono isolate e i media statali non sono in grado di trasmettere informazioni in nessun modo.

Danilo D’Acunto

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