Coronavirus, ignoranza e isteria collettiva: l’ennesima riprova della stupidità umana

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In queste ore l’Italia sta vivendo momenti di grande apprensione per il diffondersi di casi di contagio del tanto temuto COVID-19, conosciuto ai più con il nome volgare di Coronavirus. E in queste ore, tra casi presunti, accertati e smentiti di contagio, specialmente al nord, che il nostro Paese si riscopre a dover fronteggiare una delle emergenze sanitarie più importanti della sua storia recente. Torino, la città in cui viviamo e operiamo, è diventata in poche ore una città fantasma. Come tante altre città italiane anche il capoluogo piemontese si è adeguato alla circolare Regionale che prevede la chiusura delle facoltà universitarie e delle scuole di ogni ordine e grado, la sospensione di attività all’aperto e al chiuso tra privati, la chiusura delle palestre e di circoli. Ecco quindi che nel traffico di mezzo giorno riesco agevolmente a spostarmi dal punto A al punto B senza dover imprecare per un incolonnamento che rende i miei spostamenti decisamente farraginosi.

Attuale situazione nel nostro Paese da qualche ora a questa parte

Con l’andare delle ore e l’evolversi della situazione, si sono moltiplicate scene di pura isteria collettiva che ha spinto un buon numero di persone ad assaltare letteralmente i supermercati, svuotando scaffali come se si fosse in piena epidemia zombie. O di assaltare le farmacie in pieno stile O.K. Corral facendo razzia di Amuchina e gel per disinfettare le mani con conseguente rincaro del prezzo dei suddetti prodotti su Internet, i quali raggiungono cifre da capogiro. Ma come spesso accade la realtà supera le più elaborate delle fantasie e tutto quello che finora si è visto in film ed episodi di serie tv si trasla nella vita reale, in una bolla di assurdità che lascia decisamente perplessi.

La situazione è sfuggita di mano, con persone che hanno letteralmente assaltato supermercati e ipermercati. Foto di Cosimo Morelli

Senza dubbio è palese che la situazione si stia facendo importante e che i provvedimenti presi dalle varie regioni fanno seguito ad un modo per tentare di contenere un quadro che, di ora in ora, di certo non fa stare tranquilli. Chi segue quasi dagli inizi Bad Literature Inc. sa come il sottoscritto non risparmi critiche (spesso aspre e andando contro i miei stessi interessi) nei confronti di quell’informazione che tale non è e che serve solamente ad aumentare il numero delle tirature dei giornali e ad alzare la percentuale di share degli ascolti. In questo caso i media, siano essi giornali e telegiornali, stanno facendo il loro lavoro andando ad informare (o perlomeno provandoci) riguardo una situazione che è esplosa rapidamente come una cassa di dinamite lasciata al sole in una calda giornata d’estate. Lasciando da parte discorsi politici, che non fanno parte della nostra linea editoriale, qui si testa realmente la capacità di un Paese nel gestire una situazione del tutto straordinaria su ogni fronte.

Ecco come in questi giorni la gente vede il prossimo: un sacchetto pieno di Coronavirus

In definitiva, qualora ce ne fosse stato ulteriormente bisogno, il Coronavirus sta tirando fuori il meglio del peggio della nostra italietta. Mi rendo conto che tale denominazione dispregiativa del nostro Paese è assai inflazionata, ma rende perfettamente l’idea di come basti poco per far si che individui con mezzo neurone avvolto da (troppi) anni nel Pluriball saltino su aggredendo persone la cui unica colpa (sempre se si può definire tale) è di avere gli occhi a mandorla. Sicuramente mai come in questi tempi l’ignoranza è una piaga che si fa fatica a debellare, figlia di una comunicazione fittizia che snatura le emozioni e rende ovattati alla percezione della realtà. Va tutto bene finché non va tutto peggio, il problema non esiste finché non si manifesta nel rigoglioso e verde praticello del mio giardino. Possibile che questa sia l’inizio della fine del genere umano? Molto probabilmente no, perché ancora una volta ci sarà una soluzione (poco karmica) che rimanderà la nostra estinzione. D’altronde, l’essere umano è un virus. In un modo o nell’altro riusciremo a trovare la maniera definitiva per far cessare la vita su questo pianeta. Ma non adesso. Prima bisogna capire perché hanno chiuso lo stadio. E il Coronavirus, forse, non è un dramma ma una sorta di enorme esci-gratis-di-prigione per chi quotidianamente spreca ossigeno e capisce lo 0,1 % della realtà che lo circonda, comunemente detti coglionazzi. Chi vivrà, vedrà.

Hank Cignatta

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Giornalista pubblicista, fondatore e direttore responsabile di Bad Literature Inc.

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