Conor McGregor batte Donald “Cowboy” Cerrone in 40 secondi: The Notorius finalmente è tornato

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Lo scorso sabato notte si è svolto l’ennesimo capitolo di uno dei tanti miracoli sportivi che il tempo ci ha abituato ad assistere. Non importa quale sia la disciplina sportiva: se un campione ha davvero la stoffa può tornare, anche più forte di prima. E’ quello che pare essere successo a Conor McGregor, ex uomo immagine della UFC, la principale sigla delle arti marziali miste nel mondo. La storia sportiva del fighter di Dublino ha infiammato appassionati ed addetti ai lavori, da troppo tempo orfani di una figura di riferimento che potesse portare il concetto di MMA anche al di fuori della sua concezione sportiva. Il campione irlandese ha lentamente infranto ogni record nella storia delle arti marziali miste, scrivendo in modo indelebile il suo nome nella storia di questa disciplina sportiva. Si è laureato campione del mondo dei pesi leggeri e piuma, diventando il primo lottatore a detenere contemporaneamente due titoli mondiali nonché il terzo della storia della UFC a vincere la cintura in due differenti categorie di peso.

Conor McGregor mentre mostra le sue cinture mondiali

In breve tempo McGregor è passato dall’anonimato ad essere una delle stelle sportive di prima grandezza, grazie anche ai numerosi guadagni ottenuti da match dalle borse milionarie che lo hanno posizionato ai primi posti tra gli sportivi più pagati. L’esposizione mediatica, sia per meriti sportivi ed extra sportivi, ha elevato la sua figura a quella di personaggio in grado di far parlare di sé anche lontano dall’ottagono. Ma torniamo alla storia recente: proprio i meriti extra sportivi negli ultimi tre anni hanno portato il nome di McGregor sulle cronache di tutto il mondo, non ultimo quello di un pugno che il campione irlandese avrebbe rifilato ad un signore in un pub di Dublino (rivelatosi in seguito una persona molto vicino alla figura di Graham Whelan, potente trafficante del cartello di Kinahan, vicino alla mafia irlandese).

Foto segnaletica di McGregor risalente a marzo 2019 (fonte: Miami Beach Police Department)

Tutto ciò è avvenuto in seguito alla sconfitta che The Notorius ha subito il 6 ottobre 2018 contro il daghestano Khabib Nurmagomedov, che lo ha sconfitto per sottomissione in un incontro diventato famoso anche per zuffa tra i due lottatori e i loro due team che sfociò in una squalifica comminata ad entrambi i contendenti. Da li si sono moltiplicate le voci del fatto che McGregor non avesse più quella fame agonistica che gli ha permesso di arrivare sul tetto del mondo delle MMA e di diventarne la figura di riferimento, fino a cadere da quel trono nella maniera più rovinosa possibile ( come anche noi abbiamo scritto qui ). ma ciò che sabato scorso è andato in scena alla T- Mobile Arena di Las Vegas, Nevada, è stato qualcosa di diverso. McGregor, lontano dall’ottagono da quel maledetto 6 ottobre 2018, ha incrociato i guantini con Donald “Cowboy” Cerrone, il nome nuovo che si sta facendo strada nella UFC qui al suo terzo incontro nei pesi welter, dove nei due precedenti ha rimediato una vittoria e una sconfitta con Nate Diaz.

Donald “Cowboy” Cerrone (a sinistra) riceve un potente calcio sinistro da Conor McGregor (destra)

In quaranta secondi dall’inizio del match The Notorius dimostra di avere subito il controllo del match, imponendo all’avversario il suo frenetico ritmo. Cerrone capisce ben poco e subisce un potente calcio alto al volto che lo fa barcollare fino a spingerlo sulla recinzione dell’ottagono, costringendolo a chiudersi in difesa mentre McGregor lo colpisce fino all’intervento dell’arbitro che dichiara terminato l’incontro per KO tecnico a favore del campione irlandese. The Notorius porta a casa la vittoria in solo quaranta secondi, segnando un altro record e diventando così il primo lottatore della UFC a ottenere vittorie per KO nelle categorie dei pesi piuma, leggeri e welter. C’era sicuramente molta attesa per il ritorno di McGregor, dopo l’annuncio del suo controverso ritiro dall’ottagono dichiarato il marzo scorso e smentito poche settimane dopo. Il campione di Dublino è apparso decisamente diverso sia nell’ottagono che fuori, tenendo a bada la consueta spavalderia che lo ha contraddistinto in questi anni durante le conferenze di presentazione dei match e nelle cerimonie del peso. Ha dimostrato un sincero rispetto nei confronti del suo avversario, tanto che ha fatto scalpore (in positivo) il fatto che abbia abbracciato la nonna del suo avversario, salita sull’ottagono per abbracciare suo nipote durante l’intervista post match. Non vi è ombra di dubbio quindi che McGregor sia tornato: ma saprà restare alla larga dai guai?

Hank Cignatta

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Giornalista pubblicista, fondatore e direttore responsabile di Bad Literature Inc.

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