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Brivido all’ombra della Mole: intervista a Massimiliano Supporta, direttore artistico del TOHorror Film Fest

Torino (aka Nevrotic Town) colpisce sempre per la sua confezionata e composta bellezza. Una metropoli più a misura umana a dispetto del caos da giungla urbana di altre grandi città del calibro di Milano o Roma. Il suo fascino sabaudo non rimane impresso solamente ai turisti ma affascina anche il cinema fin dai tempi della sua nascita, grazie ad una lunga tradizione che vede Torino come l’ambiente ideale della Settima Arte.

Tra i vari festival cinematografici che hanno luogo nella Città Magica il TOHorror Film Fest è senza dubbio una realtà viva e consolidata. Nato nel 1999 il TOHorror Film Fest giunge nel 2018 alla sua diciottesima edizione, festeggiando quella maturità anagrafica che va a premiare un appuntamento fisso ed immancabile per tutti gli appassionati e gli addetti ai lavori. A dirigere l’organizzazione del ToHorror Film Fest vi è Massimiliano Supporta, direttore artistico nonché videomaker e sceneggiatore.

La sua esperienza con il ToHorror ha inizio nel corso della terza edizione, dove ha modo di partecipare presentando un suo corto in VHS. Ben presto rimane affascinato della realtà legata a questo festival ed inizia a collaborare, dove ha la possibilità di venire a contatto con autori e cineasti con i quali ha modo di condividere la sua smodata passione per il cinema, diventando una figura chiave per l’organizzazione delle prime edizioni del TOHorror. L’approdo di Massimiliano alla direzione artistica permette al festival di scrollarsi di dosso quell’aura un po’ ingessata che si respirava precedentemente per apportare la sua esperienza accumulata all’interno della club culture. Con il tempo la manifestazione sposta la sua attenzione anche verso il mondo del fantastico, andando ad ampliare così l’utenza degli appassionati e dei partecipanti che presentano le loro opere in gara.

Parallelamente cambia anche la location dove ha modo di svolgersi il festival, passando dal Cafè Liber al Blah Blah e al Cinema Massimo, avendo così modo di approdare in una realtà che permette al TOHorror di espandere in modo significativo il suo nome. Il festival arriva quindi a superare quelli che sono i confini cittadini e nazionali, arrivando anche ad essere tappa di prestigio per i videomaker di tutto il mondo. Torino ha quindi l’onore di potersi fregiare di una manifestazione dove gli artisti hanno la possibilità di incontrarsi e creare delle sinergie, rimanendo sempre sensibili alla cultura indipendente declinata in tutte le sue forme ( letteratura, musica, fumetti e videogames).Rimane il rammarico per le potenzialità (non spesso sfruttate) che Torino può avere a livello cinematografico: ” La città è vista (purtroppo) come un immenso teatro di posa. Ciò che manca è l’investimento su Torino e sul territorio. Quando arriva una produzione esterna viene seguita dalle sue maestranze. Un discorso che non valorizza le figure presenti sul territorio. Si può fare di più, come fatto in passato, ma che purtroppo non ha portato ai risultati sperati”.

Hank Cignatta

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