Bob Ross, il volto televisivo della gioia di dipingere

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Sembra passata un’eternità da quando la televisione era in grado di intrattenere a tutto tondo: dai programmi per ragazzi passando dai documentari e programmi capaci di entrare dritti nel cuore di chi ha avuto modo di vederli e, in qualche modo, viverli. L’avvento sempre più massivo di Internet ha fatto si che l’intrattenimento si spostasse su piattaforme diverse rispetto a quelle comunemente conosciute, costringendo i network televisivi a rincorrere quella fetta di spettatori che si sono dati ad una più ampia forma di intrattenimento che li ha slegati dai dettami dei palinsesti televisivi, permettendo loro di guardare quello che vogliono dove vogliono, all’ora che vogliono e sul dispositivo che vogliono. E prima di Youtube e dei vari tutorial che cercano di dare soluzioni ai vari problemi della nostra quotidianità, c’era un programma intitolato The Joy Of Painting che è diventato uno dei caposaldi della televisione americana.

Il conduttore di questo programma era Bob Ross, pittore che prima di dedicarsi all’arte ha avuto una discreta carriera militare all’interno della United States Air Force. Arruolatosi nel 1961 appena diciottenne, venne destinato al lavoro di tecnico degli archivi medici. In seguito venne promosso al grado di sergente capo andando a servire come primo sergente alla U.S. Air Force Clinic presso la Eileson Air Force Base in Alaska. Qui, i paesaggi innevati divennero una primaria fonte di ispirazione quando realizzava i suoi quadri durante le brevi pause di lavoro che gli permettevano di rilassarsi e di arrotondare sullo stipendio con la vendita dei suoi lavori.

Bob Ross in una foto giovanile durante il suo periodo militare

Ross continuò a coltivare questo suo estro artistico e quando ebbe modo di constatare che i profitti generati dalla vendita dei suoi quadri superavano di gran lunga i suoi guadagni con l’esercito decise di abbandonarlo con il rango di sergente capo, per poter dare maggiore sviluppo alla sua carriera di pittore. Da diverso tempo Ross seguiva un programma televisivo intitolato The magic of oil painting, condotto dal pittore tedesco Bill Alexander, che realizzava quadri con la cosiddetta tecnica alla prima. Tale tecnica permette di applicare strati di vernice umida su strati precedentemente inseriti prima dell’essiccazione e da modo di completare un dipinto in meno di trenta minuti. Ross studiò a fondo questo particolare modo di dipingere, adattandolo ai suoi lavori e permettendogli nelle brevi pause di lavoro di realizzare i quadri che vendeva. Affascinato da quel modo di diffondere l’arte, decise di dare sfogo alla sua visione artistica conducendo il programma The Joy of Painting, che gli avrebbe permesso di diventare uno dei personaggi più iconici delle televisione americana.

Bob Ross in compagnia di un procione. Convinto animalista, si occupava di salvare animali feriti che, spesse volte, comparivano nel mezzo degli episodi del suo programma diventando anche oggetto dei suoi quadri

The Joy Of Painting andò in onda per la prima volta nel 1983 sulle emittenti statunitensi pubbliche non commerciali, la PBS e vedeva Bob Ross nel ruolo di conduttore e di padrone di casa. Ross prendeva letteralmente per mano lo spettatore e lo conduceva all’interno delle bellezze della gioia della pittura (da qui il nome del programma). Ogni episodio era della durata di trenta minuti e si apriva con Bob Ross in piedi di fronte ad una tela bianca che da li a poco sarebbe stata letteralmente trasformata in un paesaggio immaginario ma dal forte connotato realistico. L’utilizzo della tecnica alla prima gli permetteva di inserire minuziosi dettagli come nuvole, ruscelli o cespugli in pochissimi minuti, rendendo il quadro assai vivo nel suo strepitoso risultato finale. Ross utilizzava un tono di voce calmo e rassicurante, in grado di infondere tranquillità a coloro che volevano cimentarsi nell’impresa di realizzare un quadro e di non scoraggiarsi anche qualora non riuscissero a seguire pedissequamente gli input del conduttore. Il pacato tono utilizzato da Ross deriva dalla sua esperienza militare: nel corso di un intervista, infatti, ha dichiarato che lui era quello che urlava contro le reclute affinché facessero qualcosa. Da quel momento in poi si è ripromesso di non urlare più in vita sua e questo suo approccio è stato uno dei tanti elementi che hanno decretato il successo di The Joy Of Painting, andato in onda per ben trentun anni, insieme alla calma serafica del suo conduttore e la sua permanente alla Riccardo Cocciante dei tempi d’oro. La figura di Bob Ross (mancato prematuramente all’età di cinquantadue anni a causa di un linfoma) e il grande impatto che The Joy Of Painting hanno avuto nella cultura di massa ( sono l’esempio perfetto di come una persona, mossa dall’entusiasmo per ciò che fa, è in grado di essere fonte di ispirazione per anni a venire. Il successo degli episodi del programma, giunti anche su Internet, sono la perfetta dimostrazione di come ci sia ancora un disperato bisogno di persone come Bob Ross e di programmi come The Joy Of Painting in questi nostri tempi incasinati e frettolosi.

Hank Cignatta

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Giornalista pubblicista, fondatore e direttore responsabile di Bad Literature Inc.

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