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Black Friday, ovvero quando affarone fa rima con coglione

Il cosiddetto Black Friday è finito da qualche giorno e, nonostante tutto, continua a fare notizia. Un pò perché, in fin dei conti, per noi è una novità (l’ennesima) di importazione culturale, almeno in questa versione. Dall’altra perché le grandi catene di negozi vivono questo periodo come una boccata d’ossigeno per i loro affari, messi sempre più in difficoltà dalle ormai consolidate realtà della vendita online quali Amazon, Wish, Ali Baba e compagnia varia. Offerte a prezzi che non si possono rifiutare e che rappresentano l’occasione perfetta per fare e farsi dei regali di Natale.

Ufficialmente il Black Friday nasce negli Stati Uniti e cade il venerdì successivo al giorno del Ringraziamento, celebrato nel quarto giovedìdi novembre. A partire dal 1952 il giorno dopo tale ricorrenza è tradizionalmente legato allo shopping natalizio. Il termine Black Friday ovvero Venerdì Nero pare essere stato coniato a Filadelfia e fa riferimento al traffico che congestiona le strade in quella particolare occasione. E proprio dagli Stati Uniti arrivano puntualmente ogni anno scene di veri e propri assalti da parte di clienti alla spasmodica caccia dell’affare perfetto a tutti i costi, i quali si riversano nei centri commerciali andando letteralmente all’arrembaggio delle grandi catene di elettronica.

Qui da noi il termine Black Friday rimbalza con cadenza martellante da uno spot televisivo all’altro e non vi è grande catena di negozi che non si sia affrettata a confezionare uno spot ad hoc per ricordare allo spettatore quanto conveniente e facile sia diventare dei grandi affaristi degli scquisti pre natalizi. Anche se qui da noi non si assiste ancora a scene dove i clienti si accapigliano per entrare nei negozi ( o almeno non sono documentate per non incorrere nel rischio di innescare la miccia della polemica sempre pronta ad ardere ad ogni piè sospinto),negli Stati Uniti ogni Black Friday è un vero e proprio esperimento sociale per testare il livello di degrado dell’umanità. Orde di persone urlanti che abbandonano ogni più elementare forma di regola civile per tornare allo stato brado dove l’unico scopo è percuotere il prossimo in ogni maniera possibile prima che possa fiondarsi prima di te sull’ultimo modello di televisore piuttosto che l’elettrodomestico di tendenza in fortissimo sconto.

Scene di ordinaria follia in un centro commerciale americano durante il Black Friday

Il Black Firday, in fin dei conti, non fa nient’altro che confermare il fatto di come il Natale sia ormai un festa meramente commerciale. Una pericolosa arma di distrazione di massa il cui unico scopo è fare e ricevere regali, che bisogna festeggiare a tutti i costi arrivando ogni anno ad anticiparlo sempre di più rispetto alla sua data canonica. E visto che il Black Friday viene applicato da chiunque in molti settori, chissà se qualcuno ne approfitterà per poter acquisire del buon senso. Ma quest’ultimo è ormai da troppo tempo che non fa più notizia.

Hank Cignatta

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