Arrivederci, Gigi Proietti!

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Il 2020 sta continuando a trovare nuovi modi per diventare definitivamente l’annata che nessuno di noi avrà modo di dimenticare. Una sfilza di morti sta caratterizzando questo anno funesto, rendendolo tristemente indimenticabile. Non ho ancora metabolizzato la prematura scomparsa di mio padre che la notizia dell’ennesima morte illustre scuote la mia giornata. Si spegne, almeno a livello terreno, la contagiosa risata di Gigi Proietti, uno degli ultimi mattatori italiani.

Gigi Proietti e la sua proverbiale mimica

La prima volta che sono venuto a contatto con la figura di Gigi Proietti è stata con la sua incredibile voce quando, nel 1992, ha doppiato il personaggio de il Genio nell’adattamento animato di Aladdin. Una grandissima interpretazione che calza a pennello su un personaggio poliedrico ed incontenibile in grado di dare sempre colore a qualsiasi scena all’interno del lungometraggio animato. Proietti è riuscito a dare vita ad una caratterizzazione unica ed indimenticabile, seconda solo all’originale realizzata dal compianto Robin Williams, dando prova del suo immenso talento anche nel campo del doppiaggio.

Purtroppo viviamo in un Paese che detiene la maggior parte della cultura mondiale e che, il più delle volte, la sua popolazione ignora. Il teatro, ancestrale e sublime forma d’arte e d’intrattenimento, è uno dei motivi per i quali l’Italia e i suoi interpreti sono conosciuti ed invidiati nel mondo. E forse non tutti sanno che Gigi Proietti è stato uno dei massimi esponenti della storia italiana del teatro: proprio in questo campo ha modo di esordire e farsi notare nel 1963 nello spettacolo teatrale di cabaret Can Can degli italiani, scritto dal grande attore, regista e mimo Giancarlo Cobelli. Grazie alla sua mutevole poliedricità Proietti avrà modo di consacrarsi a livello teatrale, estendendo il suo talento anche alla televisione e al cinema. Sul piccolo schermo ha preso parte a diversi programmi con i quali ha avuto modo di portare all’attenzione dei telespettatori il varietà nella sua accezione più pura. Celebri sono anche le sue barzellette: quest’ultime potevano essere di una banalità imbarazzante, ma raccontate attraverso la mimica e la gestualità senza eguali di Gigi Proietti erano in grado di scatenare fragorose risate. L’inimitabile Mandrake della risata italiana.

In queste ore si sono spese e ancora si spenderanno parole di cordoglio per la morte di Gigi Proietti da parte di quelle figure che “detengono” la cultura in un Paese pieno di controversie quale è il nostro. Quando qualcuno muore si fa sempre in fretta a dire “poverino, era così bravo, salutava sempre”. Il nostro vuole essere un ricordo sincero di un grande artista, l’ultima grande incarnazione di quel talento attoriale a tutto tondo che mai più avremo modo di vedere in nessun altro, se non in immagini d’archivio. E in un’annata fatta di incertezze e preoccupazioni, nell’altra dimensione c’era un gran bisogno di farsi una sana e liberatoria risata, perché gli esseri umani sono diventati un problema troppo grande da sopportare. Oggi il mondo sarà decisamente più serioso e meno capace di ridere di sé stesso. Arrivederci Gigi!

Hank Cignatta

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Giornalista pubblicista, fondatore e direttore responsabile di Bad Literature Inc.

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