Addio ad Ennio Morricone, il cinema perde la sua colonna sonora per eccellenza

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Una nuova giornata si affaccia sull’orizzonte di Nevrotic Town, baciata dal sole e da quella prematura afa che inizia a dettare l’andamento della giornata. Mentre cerco di mettermi dritto, ruttando come forma di benvenuto a questa nuova settimana, accendo il televisore sul canale d’informazione per sapere che cosa è successo in quella fottuta polveriera volgarmente anche detta mondo. In pochi istanti le note di The Ectasy Of Gold, colonna sonora tratta dal film di Sergio Leone Il Buono, il brutto e il cattivo del 1966, uno dei capolavori del cosiddetto Spaghetti Western. E poi la foto di Ennio Morricone in bianco e nero, con la data di nascita e di morte. Questo 2020 non ne vuole proprio sapere di continuare a far parlare di sé, non c’è niente da fare. Ecco che rimango impietrito di fronte allo schermo della televisione, nell’apprendere la notizia che rende un anonimo lunedì di inizio luglio una giornata che rimarrà impressa per sempre. Il Maestro Morricone, colui che ha scritto le colonne sonore più belle ed indimenticabili della storia del cinema e della televisione a livello mondiale, se ne è andato a novantuno anni, in una clinica romana, in seguito alle complicazioni di una caduta che gli ha procurato la rottura del femore.

A sinistra Sergio Leone insieme ad Ennio Morricone

Assistiamo ed assisteremo nel corso della giornata di oggi e nei giorni a venire ad un pietoso carosello di individui che si affretteranno a ricordare la magnificenza di Morricone, senza averne mai ascoltato il genio musicale accompagnato dalla potenza visiva dei film per i quali ha firmato le colonne sonore. Il classico processo di santificazione all’italiana di un genio che ha reso grande il cinema italiano nel mondo in una società di parvenu che non sarebbero degni neanche di passargli la bacchetta per dirigere l’ennesimo capolavoro. Polemiche a parte, senza Ennio Morricone il cinema sarebbe stata un’emozione a metà: ci ha insegnato l’importanza della ricerca sopraffina della bellezza del cinema, che deve essere impreziosita da un’adeguata colonna sonora. Se ciò avviene, la pellicola rimarrà nell’immaginario collettivo così come il suo tema musicale, capace di far emozionare sempre a distanza di anni. E il genio di Ennio Morricone risiedeva proprio in questo, riuscire a trovare la chiave di volta giusta per mettere quel legaccio al cuore ogni qual volta si ascolta la colonna sonora di Per un pugno di dollari, Per qualche dollaro in più, Il buono, il brutto, il cattivo, Giù la testa, C’era una volta il West e C’era una volta in America.

Ennio Morricone all’opera in sala di incisione

Morricone ha avuto sempre il dono di illuminare la strada delle persone con le quali ha collaborato: ciò é avvenuto con Sergio Leone, con il quale ha stretto un sodalizio artistico durato fino alla scomparsa del geniale regista romano (e con il quale ora, molto probabilmente, discuteranno di mille progetti). Ciò è avvenuto anche in parte con Clint Eastwood, che senza i leggendari temi musicali dei vari Spaghetti Western non avrebbe avuto la sua aurea di magnificenza cinematografica. E’ avvenuto con Giuseppe Tornatore, per il quale ha curato la colonna sonora di Nuovo Cinema Paradiso, un vero e proprio tuffo al cuore ogni qual volta la si ascolta. E’ capitato con Carlo Verdone per i film Bianco, rosso e verdone e Un Sacco Bello ed è avvenuto con Quentin Tarantino, da sempre grande appassionato di Morricone le cui colonne sonore aveva già impiegato in diversi film, tra i quali Kill Bill. E il suo sogno di poter collaborare con lui si realizza nel 2015, quando il compositore romano firma la colonna sonora di The Hateful Eight, con il quale Morricone si aggiudica l’Oscar per la migliore colonna sonora esattamente dieci anni dopo quello onorario alla carriera. L’amarezza per la morte di Ennio Morricone acquista maggior impatto emotivo se si pensa che con lui finisce una pagina importante che ha reso grande ed immortale il nostro cinema agli occhi del mondo in tempi dove c’è una grande mancanza di artisti di codesto calibro. Ma del resto, quando le note diventano stelle in grado di illuminare per sempre le nostre emozioni, nessuna oscurità sarà abbastanza profonda da offuscarne la luce.

Hank Cignatta

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Giornalista pubblicista, fondatore e direttore responsabile di Bad Literature Inc.

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