Camacho Connecticut Robusto, un sigaro che morde
Accendere un Camacho Connecticut Robusto non è un gesto elegante. È un atto di sabotaggio silenzioso contro l’idea stessa che il Connecticut sia roba da pensionati con il maglione sulle spalle e il whisky allungato con troppa acqua. Questo sigaro nasce con un involucro chiaro, quasi rassicurante, ma sotto quella pelle educata c’è una miscela che ha visto cose peggiori, cresciuta in Honduras, temprata dal sole e dall’abitudine a non chiedere permesso. E mentre lo fumi capisci che qualcuno, da qualche parte, ha deciso di prendersi gioco delle convenzioni e di farlo con una logica precisa, non con pose da marketing.

Un Connecticut che ha fatto a pugni con la realtà
Il Camacho Connecticut Robusto è un paradosso arrotolato a mano. Wrapper Connecticut Ecuador, coltivato con metodo shade-grown (ovvero la cui foglia esterna è prodotta all’ombra, ovvero al riparo dalla luce solare diretta), chiaro, elastico e visivamente pulito. È la foglia che, da oltre un secolo, rappresenta l’idea stessa di equilibrio nel mondo del sigaro. Ma qui si ferma la parte rassicurante del discorso.

Sotto quel rivestimento si muovono binder (sottofascia) e filler (ripieno) honduregni, tabacchi che non conoscono la moderazione come virtù ma come disciplina. Il risultato è un sigaro che gioca con le aspettative: sembra una carezza ma stringe più forte di quanto vorresti. Il formato Robusto, compatto e diretto, non concede dilazioni narrative. Questo sigaro entra subito in scena e non fa monologhi inutili.

Prima di andare oltre: che cosa significa davvero “Connecticut”
A questo punto è necessario fermarsi un attimo. Non per i fumatori navigati ma per chi non ha mai acceso un sigaro, per chi osserva da fuori questo mondo aromatico e vuole capire di cosa diavolo sto scrivendo senza mitologie improvvisate. Quando si dice Connecticut, non si parla di un gusto, né di una forza, né di una moda. Si parla di un tipo di wrapper, la foglia esterna del sigaro. Storicamente nasce nella Connecticut River Valley, negli Stati Uniti, dove già dall’Ottocento si coltivavano tabacchi sotto teli ombreggianti per ottenere foglie più sottili, meno oleose e più uniformi nel colore e nella combustione.

Con il tempo la stessa tecnica è stata applicata con successo in Ecuador, grazie a un clima naturalmente coperto da nuvole che riproduce condizioni ideali. Il wrapper del Camacho Connecticut Robusto arriva da lì: Connecticut Ecuador, oggi riconosciuto come uno standard di qualità a livello internazionale.
La caratteristica principale di questa foglia è la sua mitezza aromatica apparente. Secondo il mio personale gusto porta note di panna, pane, burro, talvolta frutta secca leggera. Ma qui nasce l’equivoco che dura da decenni: un sigaro Connecticut non è automaticamente debole. La forza e il carattere dipendono soprattutto da ciò che c’è sotto, dal cuore del blend.

Il Connecticut è spesso una porta d’ingresso, consigliato ai neofiti perché più gentile sul palato e sulla nicotina. Ma è anche una tela bianca. Può diventare noia oppure tensione controllata. Camacho ha scelto la seconda strada: usare una foglia storicamente associata alla moderazione come copertura per qualcosa di molto meno addomesticato. Capire questo significa capire perché il Camacho Connecticut non è un controsenso ma una dichiarazione di intenti.

L’accensione: la bugia iniziale
Alla prima accensione il Camacho Connecticut Robusto mente. Lo fa con garbo, come nella tradizione delle migliori bugie. Le prime boccate sono, a mio personalissimo avviso, cremose, quasi lattiginose. Panna calda, pane tostato, una dolcezza composta che sembra voler rassicurare anche il fumatore più sospettoso.

Poi, senza avvisare, cambia passo. Il fumo si fa più denso, la combustione prende una regolarità chirurgica e iniziano a emergere note di legno chiaro e pepe bianco. Non un’aggressione, ma un avvertimento. È il momento in cui capisci che questo non è un Connecticut pensato per essere dimenticato a metà.

Corpo medio, nervi scoperti
Dal punto di vista tecnico il Camacho Connecticut Robusto si muove su un corpo medio, ma lo fa con una tensione costante. Non è un medio accomodante. È un medio che tiene il palato sveglio. Le note burrose convivono con spezie leggere, nocciola tostata e una vena minerale che resta sul fondo della lingua come una frase lasciata a metà.

È un sigaro che non si stabilizza mai del tutto. Ogni tiro appare leggermente diverso dal precedente, come se il blend si divertisse a spostare l’equilibrio di pochi millimetri. Non è un esercizio accademico, è un dialogo irregolare. Se lo fumi distratto, lui va avanti lo stesso.
Metà fumata: quando cade la maschera
Arrivati a metà il Camacho Connecticut smette di fingere. La dolcezza si ritira, lasciando spazio a una struttura più asciutta. Emergono caffè leggero, cuoio giovane, una sensazione tattile più che aromatica, quasi polverosa, che prende la bocca e non la molla. Qui il formato Robusto mostra tutta la sua ragion d’essere: concentrazione, nessuna dispersione, nessuna concessione alla noia. È il momento in cui il sigaro chiarisce che non è stato pensato solo per iniziare qualcuno al fumo lento, ma per tenere compagnia anche a chi crede di sapere già tutto.

Il finale: pulito, senza zucchero di consolazione
Il finale è secco, sorprendentemente pulito. Nessun ritorno stucchevole, nessuna chiusura zuccherosa messa lì per piacere a tutti. Restano sentori di legno tostato, spezie leggere e una chiusura quasi salina che invita a spegnere il sigaro nel momento giusto, senza ostinazione. È una fine coerente, onesta. Non cerca applausi.

Camacho Connecticut Robusto: un errore fatto apposta
Il Camacho Connecticut Robusto è un errore calcolato. Un sigaro che entra nel territorio dei Connecticut per sabotarlo dall’interno. È pensato per chi è stanco dei sigari rassicuranti, per chi vuole qualcosa che sembri semplice solo in superficie. Non è un sigaro da cerimonia. È un sigaro da scrivania sporca, da pausa mentale, da bicchiere lasciato a metà. Dimostra che anche sotto una fascia chiara può nascondersi un carattere irrequieto, pronto a ricordarti perché, alla fine, fumiamo sigari: per rilassarci davvero e per restare un po’ meno addomesticati. E quando lo spegni in questo caso non resta la pace. Resta una lieve inquietudine. Quella giusta.
Hank Cignatta
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I nostri lettori di Torino posso trovare la gamma Robusto dei sigari Camacho presso la Tabaccheria Borrini
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