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    Vettori vs Whittaker, ovvero come il tricolore rischia di sbiadire nell’UFC

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    Interno. Sera. Casa mia. Sono malamente spalmato sul divano a bere una birra ghiacciata mentre la mia cagnona Noël si accomoda accanto a me sul divano. Il televisore trasmette l’ingresso di Marvin Vettori, il forte peso medio trentino che sta tenendo alto il nome del tricolore nella UFC, pronto ad incrociare i guantini con l’australiano Robert Whittaker a Parigi in un match valido per poter agguantare l’occasione di accedere ad un incontro titolato per i pesi medi (attualmente detenuto da Israel Adesanya, il quale lo ha strappato proprio a Whittaker nel 2019). Guardo il fisico atletico dei due lottatori mentre studio il mio dilatatissimo ventre, che si muove ancor di più sospinto dalle vibrazioni di un rutto che fa sussultare sul divano la povera Noël. Il campione di Mezzocorona (Trentino) inizia a spogliarsi mentre riecheggiano le note dell’Inno di Mameli, cantato a squarciagola dagli italiani sopraggiunti oltralpe per sostenere il loro beniamino, senza però lasciarsi l’occasione di irridere un po’ i cugini transalpini. The Italian Dream (come è soprannominato Vettori dai suoi fans e dagli addetti ai lavori) appare concentrato mentre Robert Whittaker fa il suo ingresso nell’ottagono. Eppure una certa luce si fa capolino negli occhi di Vettori: una luce opaca, che mi dà l’impressione di non riuscire a brillare come suo solito.

    Vettori nell’ottagono prima dell’incontro. Fonte foto: Dazn Italia

    L’incontro si apre con la canonica fase di studio dei due lottatori, intenti a non lasciare scoperto nessun varco e valutare punti deboli e di forza l’uno dell’altro. Il campione in carica Whittaker sembra a suo agio, intenzionato a dimostrare al campione italiano di non essere per niente intimorito. L’australiano è un avversario ostico, un brutto cliente, in quanto è lottatore di esperienza e dai colpi pesanti. L’italiano ha un mento granitico, in grado di incassare colpi potenti che altri non sarebbero in grado di assorbire allo stesso modo. Finisce il primo round, così come la mia birra.

    Il poster ufficiale dell’incontro

    L’inizio del secondo round coincide con il suono dello stappo della mia seconda birra. Tutto ha un tempismo quasi irreale. Vettori cerca di esporsi un po’ di più e Whittaker ne approfitta per affondare colpi duri degni del suo soprannome, The Reaper, ovvero Il Mietitore. Il lottatore italiano disinnesca un calcio alto del campione in carica, il quale porta rapidamente un destro incisivo che si stampa sulla fisionomia di Vettori senza impensierirlo. Whittaker sfrutta il momento, sa di essere nel pieno controllo dell’incontro a tal punto da non avere praticamente nessuna guardia e il volto completamente scoperto. L’australiano riprova a sparare un calcio alto in direzione della resta di The Italian Dream, il quale riesce a pararsi anche dall’altro successivo granitico destro dell’Aussie. Vettori prova a portare qualche colpo ma Whittaker risponde prontamente colpo su colpo. Un sonoro rutto coincide con la fine del round.

    Robert Whittaker (sinistra) in una fase dell’incontro contro Marvin Vettori (destra)

    Nel terzo round Whittaker osa un po’ di più, tentando di abbrancare Vettori e di proiettarlo a terra ma senza riuscirci. Il trentino si dimostra attento e reattivo nel riuscire a sventare il tentativo del campione in carica, il quale ci riesce al cinquantesimo secondo del round. Vettori si chiude in difesa e mentre esce dalla posizione di monta riceve un colpo che gli apre una ferita sull’arcata sopracciliare: il sangue gli impedisce la visuale a tal punto da essere una facile preda per il suo avversario, il quale non approfitta della ghiotta occasione ma che avrebbe potuto chiuderlo in una facilissima ghigliottina. Da quel momento in poi Vettori perde totalmente il controllo del match, non riuscendo più ad essere incisivo. Al termine del round l’incontro finisce, Bruce Buffer annuncia la vittoria di Whittaker per decisione unanime e finisce anche la birra.

    Il momento dell’annuncio del vincitore

    La trasferta francese di Vettori è sicuramente amara per l’artista marziale di Mezzocorona: sabato scorso è parso fisicamente presente ma lontano con la mente. Whittaker ha fatto sicuramente il suo ma non ha disputato l’incontro più eccezionale della sua carriera. Ha tenuto a bada e poi circoscritto un avversario che non è stato realmente in grado di impensierirlo, riuscendo ad aggiudicarsi senza neanche eccessiva fatica l’incontro per verdetto unanime ( e sarebbe stato davvero difficile un epilogo diverso da questo). La mossa che sarebbe da non sottovalutare da parte di Vettori è considerare l’idea se il suo staff sia realmente in grado di prepararlo per sfide di livello, per farlo crescere ulteriormente dal punto di vista atletico. Non tutto è ancora perduto ma il tricolore rischia di sbiadire fino alla sua scomparsa in UFC: dopo l’annuncio del ritiro da parte di Alessio Di Chirico dall’ottagono il numero degli italiani nella più importante organizzazione di MMA internazionale si riduce al lumicino. Dopo la sconfitta rimediata nella serata di sabato a Parigi nello stesso evento per KO alla terza ripresa contro il russo Roman Kopylov, ha annunciato sul suo profilo Instagram la sofferta decisione di appendere i guantini al chiodo. Vettori può ancora fare molto per l’immagine delle arti marziali miste italiane nel mondo, ma tutto dipenderà da lui e dalla sua attitudine futura. Lasciate perdere l’episodio dove, durante la cerimonia del peso, si è rifiutato di stringere la mano a Whittaker. Quelli sono episodi che sono sempre esistiti (specialmente nella boxe) per cercare di far crescere l’attesa e le aspettative sull’incontro (Muhammad Alì docet). L’unica prova maestra è sempre l’ottagono.

    Hank Cignatta

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    Sono la mente insana che sta alla base di Bad Literature Inc. Giornalista pubblicista, Gonzo nell’animo, speaker radiofonico, peccatore professionista, casinista come pochi. Infesto il web con i miei articoli che sono dei punti di vista ( e in quanto tali condivisibili o meno) e ho una particolare predisposizione a dileggiare la normalità. Se volete saperne di più su di me e su Bad Literature Inc. e volete proprio farvi del male, leggete i miei articoli. Ma poi non dite che non siete stati avvertiti.

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