Gonzify Yourself!

Iscriviti alla nostra newsletter per rimanere aggiornato/a sul nostro folle mondo.

    Bad Literature Inc

    I Ginger Root, i geni della Muzak

    Spread the love

    Estate 2022. Notte. Una delle più calde degli ultimi anni. Mentre i ghiacciai si ritirano e i fiumi sono in secca, io sudo come una maledetta spugna mentre quella brezza marina che solleticava il mio brutto grugno è ormai solamente un ricordo. Sfreccio per le roventi strade di Nevrotic Town a bordo della mia fedele Great Point Blue Shark in direzione di casa mia mentre sulle labbra ho ancora il sapore della Dani California con la quale ho passato la serata a base di racconti divertenti e di epiloghi piccanti. La mia camicia Acapulco si muove in balia del vento bollente mosso dai finestrini completamenti abbassati della mia auto. Finisco su una stazione radio di qualche parte imprecisata del mondo che riesco a ricevere grazie alla tecnologia DAB+ mentre la voce annuncia la messa in onda del brano di un gruppo chiamato Ginger Root. Dalle casse della mia autoradio partono le prime note di Entertainment, brano dalle marcate sonorità anni Ottanta. Resto per qualche secondo con l’orecchio teso, giusto per meglio comprendere se varrà la pena dare un giro alla manopola del volume. Quel trip musicale notturno, giunto in quel preciso istante e in quel particolare momento della serata sono la colonna sonora perfetta per una piacevole serata. Il mio orecchio teso si rilassa. Alzo il volume e mi lascio trasportare, mentre imprimo nella mia mente il nome di quel gruppo che cerco non appena giunto a casa.

    I Ginger Root nascono su impulso di Cameron Lew, montatore video, grafico e musicista nato e cresciuto nel sud della California. Nel 2016 Lew militava nella band Van Stock: a metà dello stesso periodo si mette a scrivere alcune canzoni che però si discostano dal suono del gruppo. Da quell’idea Lew riesce a creare materiale buono per un EP (disco da cinque canzoni), arrivando poi a otto e tramutandolo in un LP che sarebbe diventato poi Spotlight People. Il nome Ginger Root (radice di zenzero) è da ricondurre ad un esibizione live del brano It Get Funkier dei fenomenali Vulfpeck, in cui il cantante Jack Stratton inizia a cantare il verso “uh uh ginger root”. L’anno successivo Lew pubblica su Youtube una serie di video intitolati Toaster Music, girati nella sua auto. Qui si esibisce in cover di brani famosi re interpretati secondo lo stile dei Ginger Root. All’interno del progetto (che vede Lew come frontman principale) ci sono anche il batterista Matt Carney e il bassista Dylan Hovis, suoi ex compagni di classe, che lo affiancano durante i tour.

    Il particolare stile dei Ginger Root è riconducibile al cosiddetto genere della musica da ascensore (o d’ambiente ), detta anche Muzak, che prevede composizioni musicali spesso strumentali destinate ad essere diffuse in spazi pubblici come centri commerciali, ascensori, bar, ristoranti, piscine, spiagge, navi da crociera, hotel, aeroporti, uffici ed ospedali come mezzo di intrattenimento durante le attese in linea. Questo genere è contraddistinto da brani caratterizzati da melodie molto semplici che possono essere ripetute in maniera discreta. Le dinamiche sono ridotte al minimo, in modo che non disturbino chi le ascolta. In questo settore l’etichetta discografica Muzak Holdings, fondata nel 1922 dal maggiore dell’aeronautica americana George Owen Squier e poi salvata dalla bancarotta ed assorbita nel 2012 dalla multinazionale Mood Media, è stata leader assoluta in questo tipo di produzioni.

    Il logo della Muzak Holdings, durante il suo periodo di massima atività

    L’idea che ruota intorno al progetto Ginger Root è decisamente ben sviluppato: brani che si appiccicano facilmente alle sinapsi (una su tutte Loretta) e una produzione di video che strizza l’occhio agli anni Ottanta e all’analogico mondo delle videocassette. Ogni video della band è un viaggio che ben si amalgama a quello sonoro e che si rifà alla storia degli artisti da karaoke giapponesi di quel periodo. Tutto è molto colorato e alla scintillante luce dei neon, così come i vestiti color pastello e la consapevolezza del fatto che Cameron Lew sia veramente un artista molto poliedrico che meriterebbe decisamente molto più spazio. Di materiale per avvicinarsi e conoscere meglio i Ginger Root ce n’è abbastanza, con i loro sette album in studio finora pubblicati, diverse esibizioni dal vivo facilmente recuperabili sul Tubo e una sonorità tutta da ascoltare. Brano dopo brano, disco dopo disco.

    Hank Cignatta

    Riproduzione riservata ©

    p

    Sono la mente insana che sta alla base di Bad Literature Inc. Giornalista pubblicista, Gonzo nell’animo, speaker radiofonico, peccatore professionista, casinista come pochi. Infesto il web con i miei articoli che sono dei punti di vista ( e in quanto tali condivisibili o meno) e ho una particolare predisposizione a dileggiare la normalità. Se volete saperne di più su di me e su Bad Literature Inc. e volete proprio farvi del male, leggete i miei articoli. Ma poi non dite che non siete stati avvertiti.

    Post a Comment

    Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

    Bad Literature Inc.
    T. 01118836767
    M. 377 3794897
    M. 334 3372700
    redazione@badliteratureinc.com
    redazioneuppercut@yahoo.it
    alancomoretto@virgilio.it
    Designed and Developed by Stile Sale