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    Donne, avete imparato come fare la spesa?

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    In concomitanza al 25 Novembre, giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, la Rai decide di mandare in onda una rubrica che insegni alle donne come andare a far la spesa.  La protagonista è Emily Angelillo, ballerina di pole dance professionista, la quale si lancia in uno stacchetto degno di uno strip club, in cui mostra alle donne come accalappiare uomini tra le corsie del supermercato in alcune semplici e pratiche mosse che riassumerei così: Primo, vestitevi in modo tale da lasciare coperto solo il minimo indispensabile. Secondo, mentre vi aggirate per le corsie atteggiatevi come una gallina farebbe all’interno di un pollaio per conquistare il suo gallo: camminate ondeggiando le anche, gonfiando il petto e mantenendo bene in vista il vostro lato B. Terzo e ultimo punto, ma non per importanza: per recuperare qualcosa posto troppo in alto, non arrampicatevi goffamente sugli scaffali come siete solite fare, piuttosto datevi un sexy slancio di coscia portando su la gamba in un movimento atletico quanto sensuale tipico di un balletto anni 50 delle gemelle Kessler. 

    Bene donne, se avete seguito alla lettera i consigli della Angelillo, siete pronte per accalappiare il vostro maschio tra le corsie di un supermercato qualunque. Perché si sa, la seduzione è donna. E quale altro modo avrebbe una donna per sedurre un uomo, se non indossare vestiti che lascino poco spazio all’immaginazione ondeggiando su tacchi vertiginosi?  Chiaramente nessuno. Per un essere umano le cui uniche doti degne di nota sono un seno prosperoso ed un bel lato B e il cui obiettivo di vita è accaparrarsi un uomo al fine di portare avanti la riproduzione della specie, quali potrebbero essere le priorità di vita se non provarle tutte al fine di accaparrarsi il miglior maschio sulla piazza? Ed eccoci qui, in un battito di ciglia siamo tornati al Medioevo. Risucchiati in quei sostrati ancestrali su cui si fonda la nostra cultura e su cui, ancora oggi, è radicata la nostra società. Mentre il mondo combatte, o almeno ci prova, per una società fatta di pari diritti e opportunità in cui le donne non siano costrette a subire violenze, fisiche o mentali, l’ente televisivo nazionale italiano manda in onda la sagra del cattivo gusto. 

    https://www.youtube.com/watch?v=PLiBoasGy6o

    E mentre la Rai, per puro senso del pudore, sospende Detto Fatto, La Guaccero, conduttrice del programma, si difende dichiarando di essersi sempre fatta portavoce dei diritti delle donne, essendo lei stessa una mamma single. Dunque mi chiedo: com’è possibile che una donna, madre e single allo stesso tempo, si faccia portavoce di una rubrica che promuove la necessità, per la donna, di essere perfetta, sexy, anche mentre fa la spesa? Non le sarà mai capitato di andare a far la spesa con un tutone degno di Bridget Jones nei suoi momenti peggiori?

    Forse no. Perché la società dice che una donna dev’essere bella, sensuale e curata, ben vestita ma non troppo, perché c’è un filo sottile superato il quale diventa puttana; dev’essere rigida, precisa ma non troppo, perché basta poco per diventare isterica; dev’essere intelligente, studiosa e lavorare il doppio di quello che farebbe un uomo affinché le venga riconosciuto il suo valore. Quando nasci donna impari presto che dovrai lottare molto più di quanto farà un uomo per raggiungere i tuoi sogni. Come quel giorno in cui un’amica mi raccontò come la figlia, una bimba di circa 8 anni, fosse tornata da scuola arrabbiata e sconvolta dopo aver scoperto che all’epoca dei Sumeri alle donne non fosse consentito studiare. Quell’episodio mi fece sorridere ma anche ben sperare perché nella mente di quella bambina non era contemplata l’idea per la quale ad una donna, solo perché tale, non fosse consentito studiare.Eppure, nonostante alle volte qualche raggio di luce si palesi durante la tempesta, la naturalezza con cui la rubrica della Guaccero è stata mandata in onda, mostra come siano ancora estremamente vivi e radicati nella nostra cultura i principi che, da sempre, dominano la nostra società costruita dai tempi dei tempi all’insegna del patriarcato. A confermare questa tesi gli ancora importanti numeri relativi ai casi di violenza sulle donne nonostante le numerose campagne di sensibilizzazione ed una tendenza dei media a sottostimare una donna ponendo, invece, in primo piano il suo compagno. E’ il caso di Veronica Stile, 33 anni, madre di una bambina, in dolce attesa di un altro figlio e avvocatessa di successo morta di Covid-19, di cui i giornali hanno saputo riportare giusto due righe per poi dedicarsi, invece, alla carriera imprenditoriale del marito. Dunque, anche da morte, dobbiamo lottare perché ci venga riconosciuto ciò che siamo state in vita? Attualmente, la risposta è .

    Giuliana Trentacosti

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    Appassionato di tecnologia, cinema, musica, fumetti e teatro. Scrivo su diverse tematiche con uno stile pungente e riflessivo, negli anni ho collaborato anche con alcuni editori italliani del fumetto, ho curato diversi progetti online e mi occupo tra le altre cose del montaggio video professionale di diversi video pubblicati su canali Youtube.

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